Da qualche giorno la nostra famiglia di Kung Fu ha 5 nuove cinture nere.

E quindi? Direte voi!

Probabilmente vi è partito un sorriso appena avete letto la parola famiglia. Ci scommetto!

So bene che è complicato dargli un senso, come so che spiegarvi l’importanza e il valore che la cintura nera ha per un praticante di arti marziali è un’impresa.

Perché è uno di quegli argomenti che lascia perplesso chi ti ascolta,  che gli fa pensare “ma questo è fuori di testa”.

Difficilmente riesci a trasmetterne il significato e anche se ci metti tutta la passione e l’enfasi che nemmeno Roberto Benigni alla premiazione degli Oscar ha raggiunto,  alla fine del discorso, negli occhi di chi hai di fronte vedrai quell’espressione tipica del “si va beh!“. 

Ma oggi ci provo, con l’intenzione di festeggiare quei 5 tipi tosti che per anni si sono allenati con costanza e dedizione, e per far capire a chi gli sta intorno,  quindi agli amici, alle mogli, alle fidanzate e ai loro figli, che sì, sono dei folli, ma non sono dei pazzi: hanno solo vissuto una di quelle esperienze che ti cambiano la vita per sempre!

Tolti gli slogan, compreso quel

UNA CINTURA NERA AWTKA è UNA CINTURA BIANCA che NON HA MOLLATO MAI

che abbiamo scritto in tutte le nostre accademie e scuole,  tolte le banalità che potete leggere sul web e quelle degli invasati alla Ken Shiro e tolte anche cose grandiose come fatica,  perseveranza , determinazione e passione che già valgono un’ora di applausi, possiamo arrivare a parlare del cosa rappresenta quel pezzo di stoffa nera che indossiamo tutti fieri, neanche fosse la medaglia d’oro delle Olimpiadi, e del significato che nasconde.

Ci siete? Ecco la prima verità : NON LO CAPIRETE MAI. 

I più sensibili potrebbero intuirlo, ma per capirlo, capirlo veramente , devi farti il viaggio. 

Quindi non vi annoierò con mille spiegazioni, ma vi dirò qualcosa a proposito del “viaggio“.  

Parlo di viaggio perché non è una di quelle esperienze che vivi velocemente, che consumi in stile McDonald e tanto meno che puoi comprare e perché è cosi personale che può avere 1000 facce diverse.

Per me è una livella, un pareggiatore, perché è un traguardo che non si basa su semplici standard tecnici,  perché non tiene conto dell’età, non gli importa se sei uomo o sei donna, della tua estrazione sociale, del tuo titolo di studio, della macchina che guidi, o dei soldi che hai in banca.

Sei solo tu, costretto a stare faccia a faccia con te stesso, con la tua fatica, con i tanti allenamenti e i tentativi che ne derivano, insomma  una sorta di cammino di Santiago che si ripete ogni volta che entri in Accademia o nella tua scuola di Kung fu.

Ci vogliono anni, mica un giorno. 

E quando la cintura nera è tua, quando arrivi a destinazione, credetemi, c’è qualcosa che ti rende molto più forte: la tua cintura nera.

Lei è li per ricordarti che se hai affrontato anni di allenamenti, se ti sei ripresentato anche dopo aver preso un sacco di pugni, se hai imparato gestire la rabbia,  la paura, l’ego, il dolore, e anche gli sguardi dei tuoi colleghi, perché hai 40 anni e giochi a fare il karate kid, beh puoi affrontare qualsiasi cosa. 

Se sei stato in grado di stare sul pezzo per cosi tanto tempo, se hai tirato su le braccia nonostante non avessi più fiato, se sei stato in piedi quando non ci stavi capendo più niente, quando hai vomitato per i colpi che hai preso, quando ti sei rialzato dopo essere finito al tappeto,  perché non dovresti farlo anche oggi?

E per me, Questa  è  vera LIBERTA’. 

La libertà non ha niente a che a fare col poter fare quello che vuoi e quando vuoi, ma è avere la consapevolezza che qualsiasi cosa ti accada, tu hai la forza per affrontarla. 

E lei sarà sempre li, a ricordati che tu quella forza ce l’hai. 

Ci sono 5 nuovi uomini liberi li fuori. 

Se gli volete bene, festeggiateli. 

Complimenti ragazzi 

Si-Hing Tommy Luciani!

Pubblicato da: Amministratore

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